I marmi e le pietre di Puglia provengono fondamentalmente da rocce calcaree presenti in maniera diffusa su tutto il territorio regionale. La fortuna ed il pregio di questa risorsa naturale, per la quale la Puglia ha progressivamente conquistato una posizione di prestigio nel mercato nazionale ed internazionale, è dovuta principalmente alla costituzione geo-litologica del territorio, interamente formato da materiale sedimentario.
Sono proprio le sue caratteristiche geo-morfologiche e fisico-meccaniche, unitamente ad una gradevole varietà dei toni della perla e dell’avorio, a determinare un largo uso di questi materiali dai tempi più remoti fino ad oggi. L’attività estrattiva pugliese, infatti, vanta una tradizione continuativa sia nell’estrazione di pietre ornamentali che di materiali più propriamente da costruzione, senza trascurare gli inerti che si producono dai materiali di scarto, utili per il pietrisco e per la formazione di cementi e laterizi in genere.
Gran parte del territorio pugliese è costituito da “rocce sedimentarie di età mesozoica e ceno-neozoica, seguite da calcari e dolomie del Giurese (che costituiscono il promontorio del Gargano) e da rocce del Cretaceo con cui si chiude la successione mesozoica,k alle quali è possibile far corrispondere la maggior parte degli affioramenti dell’area Garganica delle Murge e delle Serre salentine, … completano la successione stratigrafica le rocce del Terziario e del Quaternario, rappresentate da formazioni calcaree che affiorano lungo i bordi orientali del Gargano e del Salento”.
Sono queste le caratteristiche geologiche principali dalle quali possiamo derivare le qualità delle Pietre di Puglia, ed i principali giacimenti lapidei della regione si coltivano ai piedi del promontorio del Gargano (la Pietra di Apricena), nell’area settentrionale delle Murge (la Pietra di Trani) e nel Salento (la Pietra di Lecce). “La ragione fondamentale di questo accentramento di cave nelle aree sopra citate va ricercata, da un punto di vista strettamente geologico, nelle favorevoli condizioni di giacitura, spessore e grado di fratturazione degli orizzonti coltivati e della ricca gamma delle facies che caratterizzano la successione mesozoica ivi affiorante”

Il bacino della Pietra di Apricena, tra i principali poli estrattivi italiani per quantità di materiali che vi si estraggono, si estende ai piedi del Gargano tra i comuni di Apricena, Poggio Imperiale e Lesina.
Su un esteso territorio leggermente sopraelevato (100-150 metri sul livello del mare) si presentano grandi cave a fossa, delimitate da cumuli di inerti ed informi in continuo movimento per l’attività estrattiva in avanzato stato di sviluppo.
Da sempre, si può dire, la pietra viene cavata in questo territorio, seppur è possibile parlare di un sistema organizzato di estrazione solo a partire dai primi anni del secondo dopoguerra, quando le urgenze della ricostruzione post-bellica determinarono quelle necessarie condizioni per razionalizzare gli sforzi del settore.
Dopo il boom degli anni ’60, quando ancora l’attività estrattiva era affidata alla manualità dei cavamonti, lo sviluppo tecnologico degli anni 90 ha introdotto nuove macchine per la movimentazione e sofisticate attrezzature e strumentazioni per il taglio delle bancate che hanno, in breve tempo, sostituito del tutto i tradizionali sistemi di estrazione non più efficaci per le difficoltà di raggiungere profondità oggi assolutamente semplificate (siamo passati in pochi anni, infatti, al raddoppio delle iniziali fosse di coltivazione dai 30-40 metri iniziali agli attuali 80-100 metri).
Bronzetto, Biancone, Fiorito e Serpeggiante sono tra le varietà più diffuse della nostra cava. La qualità della Pietra di Apricena è oggi, come ieri, universalmente riconosciuta con materiali che oscillano tra il beige, l’avorio ed il rosato, con frequenti venature il più delle volte sottili e sinuose, che ne caratterizzano la particolarità delle superfici.
Di grande interesse, soprattutto in questi ultimi anni, anche l’uso della crosta della pietra, con le classiche increspature giallo-rossastre che la rendono appetibile soprattutto per le ambientazioni rustico-vernacolari. La produzione si articola, per la maggior parte, in una ottima percentuale di blocchi da telaio capace di proporre sul mercato, oltre alle lavorazioni standard di materiali lavorati e semilavorati, anche manufatti di grandi dimensioni per l’utilizzazione di paramenti, modanature ed elementi architettonici esterni.

I NOSTRI MARMI

SERPEGGIANTE

E’ un marmo fortemente compatto a grana fine dal colore di fondo caldo, paglierino-rosato tendente al marroncino e ravvivato da sottili sfumature serpeggianti, più scure che l’attraversano.
Unisce alla notevole validità decorativa caratteristiche tecniche di alto livello.


Al contro "tipo E"

Mmarmo compatto

a grana fine dal colore di fondo caldo
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Al verso "Rosato"

Decorativo

con caratteristiche tecniche di alto livello
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BRONZETTO

E’ un marmo granulare a struttura assai compatta con frequenti tracce fossilifere, con colorazione uniforme sul marrone tendente al bronzo. Al gradevole effetto estetico si uniscono parametri tecnologici notevoli. I campioni selezionati provengono da una delle falde speciali, la “rosata”, per cui presentano caratteristiche estetiche leggermente variate e molto apprezzate.

Al contro "Rosato"

Marmo granulare

con frequenti tracce fossilifere
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Al verso "mista"

Colorazione uniforme

sul marrone tendente al bronzo
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FIORITO

E’ un marmo a grana fine, di colore avano, pigmentato e variegato, con buone doti di continuità ed omogeneità.
Il piacevole aspetto e il costo non troppo elevato lo rendono un marmo molto competitivo.



Al contro "H 140"

Marmo a grana fine

di colore avano
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Al verso "H 140"

Piacevole aspetto

e il costo non elevato
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